La carta recuperata può essere trattata e riutilizzata come materia secondaria per la produzione di nuova carta, essendo materiale quasi sempre riciclabile. In Italia, carta e cartone rappresentano circa il 30% del totale dei rifiuti e sono una risorsa: possono essere utilizzati per produrre carta riciclata.  Recuperare il materiale cellulosico riduce l’impatto ambientale (meno alberi tagliati) e permette un sensibile risparmio delle fonti di energia.

L’ 80% del cartone ondulato (quello degli scatoloni) si ottiene utilizzando macero, e una percentuale anche maggiore si ha per la carta da giornale. Sono queste le applicazioni principali della carta riciclata, ma non mancano ormai utilizzi, seppure per ora limitati, in campi meno scontati, come i fogli da disegno o la carta ad uso igienico.

Quella della carta e del cartone è una filiera cosiddetta “chiusa”: il produttore (cartiera) coincide anche con chi effettua il riciclo. Il materiale, che Bergadano raccoglie e avvia al riciclo, proveniente dalla raccolta differenziata, viene prima lavorato e selezionato nella propria piattaforma di recupero, per eliminare le principali frazioni estranee e per separare le diverse tipologie di carta da macero. Una volta pressata in balle, la carta selezionata viene inviata alle cartiere per il processo di riciclo vero e proprio, che contempla diversi passaggi: sminuzzamento, disinchiostrazione, riduzione in poltiglia con aggiunta di acqua calda, affinamento per togliere dall’impasto le impurità e le scorie residue, eventuale aggiunta di cellulosa vergine. L’impasto di cellulosa ottenuto nella “macchina continua”, un macchinario utilizzato per il processo, viene steso, disidratato e pressato, facendolo passare attraverso vari rulli, fino all’avvolgimento finale in bobine.

L’industria italiana del riciclo degli imballaggi, grazie al macero da raccolta differenziata, ha evitato tra il 1998 e il 2012 il consumo di 32 milioni di tonnellate di cellulosa. La materia prima base della carta é la cellulosa, ricavata per lo più dallo sfruttamento forestale, che rappresenta quasi l’80% in peso del prodotto cartaceo finale. 

Nella nostra piattaforma confluiscono le seguenti tipologie di materiali provenienti dalla raccolta differenziata: cartaccia, cartone cartone 80, rigato fibroso, rigatino, archivio bianco e colorato, riviste e quotidiani, cartone avana KSK, cartone ortofrutta e tabacco, cartone imballo, contenitori per alimenti, refilo tipografico bianco e colorato,

bergadano-riciclo-plastica-1Le materie plastiche vengono prodotte utilizzando prevalentemente petrolio, non sono quindi biodegradabili.  La plastica ha caratteristiche di leggerezza, resistenza, impermeabilità e per questo è utilizzata per moltissimi usi, nonostante richieda per la sua produzione grandi quantità di petrolio.

La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica consente l’avvio riciclo e ad un risparmio importante di petrolio ed energia. Si ottengono nuovi prodotti, energia, calore ed elettricità: da materia a materia. Il rifiuto plastico raccolto e selezionato diventa il punto di partenza per nuovi prodotti attraverso la rilavorazione termica o meccanica e chimica.

Tutti i rifiuti plastici raccolti vengono preventivamente cerniti, solo dopo questo passaggio di selezione di procede con la pressatura in balle o con la tritatura e la macinazione ed il successivo stoccaggio in big bags, a seconda della tipologia di materiale. Una volta così trattati e stoccati, i vari materiali polimerici sono pronti per essere inviati direttamente alle industrie del settore, per il loro riutilizzo.

Tra i principali materiali polimerici trattati vi sono: PE Polietilene (film e pellicole), PP Polipropilene (cassette ortofrutta e big bag), PET (bottiglie e flaconi), PVC, PVB, PC, PS, ABS, LDPE, HDPE.

Il consumo della plastica è cresciuto nel corso dei decenni, il riciclo di questa materia è fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente. Dal riciclo della plastica si possono ottenere numerosissimi oggetti tra cui: imbottiture, maglioni, pile, moquettes, flaconi, shoppers, tappi e molto altro…

Il riciclo del vetro è un processo che non conosce limiti poiché non si esaurisce né si danneggia durante le innumerevoli rilavorazioni.

Il vetro è il materiale eco-compatibile per eccellenza, non è prodotto con sostanze inquinanti. È costituito da sabbia, soda e calcare, fusi insieme a temperature elevatissime. Il materiale raccolto viene ripulito dalle impurità (soprattutto cristallo, ceramica e inerti, ma anche plastica) utilizzando lettori ottici che individuano i “corpi opachi” ma anche manualmente per garantire la qualità del riciclo. In questo modo il rottame diviene “pronto al forno”, per essere immesso nei forni come nuova materia prima per la produzione di nuovi imballaggi in vetro. Nei forni il rottame viene fuso a circa 1.500 C° e poi fatto fluire nelle macchine formatrici che gli danno “nuova forma” trasformandolo in bottiglie, vasetti, ecc… Dopo essere stato raffreddato e controllato, i nuovi imballaggi sono pronti per essere nuovamente riempiti, dando così vita ad un processo replicabile infinite volte.

Gli imballaggi in vetro sono: resistenti, isolanti, trasparenti, igienici e soprattutto riciclabili al 100%. Il riciclo del vetro produce un risparmio energetico, si riducono le emissioni di polveri nocive ed anidride carbonica e si limitano le estrazioni di materie prime dalle miniere e dalle cave.

Il legno viene riutilizzato per ottenere trucioli, pannelli per rivestimenti o cellulosa da cui ricavare carta.

Il legno è un materiale biodegradabile al 100%, e quindi può essere recuperato facilmente; è una materia prima di fondamentale importanza per le costruzioni edili, gli arredi, per l’imballaggio e la protezione di oggetti, per generare calore, per la produzione di carta.

Il riciclo del legno contribuisce alla salvaguardia del patrimonio forestale e consente una riduzione dei volumi destinati alla discarica, significa proteggere l’atmosfera: il legno destinato alla discarica emette metano, e rilascia anidride carbonica, due gas tra i principali responsabili dell’effetto serra.

Il recupero del legno avviene attraverso un riciclo meccanico. Tutto il legno può essere riciclato e il materiale ottenuto è di ottima qualità. Attraverso la cernita del materiale è possibile e indispensabile separare le frazioni estranee anch’esse destinate al riciclo, a seconda della tipologia del materiale.

Presso i centri di raccolta il legno subisce una prima riduzione di volume per ragioni logistiche, negli impianti di riciclaggio è sottoposto alle operazioni di pulizia, e poi frantumato meccanicamente in piccoli pezzi detti chips, che subiscono le successive lavorazioni. Il processo di riciclo dei chips ha come risultato il pannello truciolare, largamente utilizzato, una volta nobilitate le pareti esterne, per fabbricare mobili e arredi utilizzati nella bioedilizia e anche carta di ottima qualità.